E' davvero interessante analizzare la schizofrenia delle notizie e delle ipotesi che stanno circolando in questi giorni sul governo e sulle varie, possibili allenaze. Il Movimento 5 Stelle ha scardinato ogni meccanismo di relazione esistente fra l'informazione e la politica, tanto che oggi si arriva al paradosso di prendere immediatamente per realizzabile un'ipotesi che - se fosse stata detta vent'anni fa da Umberto Bossi - sarebbe stata presa per una boutade pazzesca. Invece è l'incubo di tutti coloro che si aspettavano, come massima problematica della XVII legislatura, di dover controllare un'opposizione puntigliosa e urlante nel nome di Beppe Grillo. Invece Il Movimento 5 Stelle si propone fin da subito - sfacciato e innovativo - come movimento di governo. Sa benissimo Grillo e lo sanno ancora meglio i suoi eletti che le proposte del programma sono radicali e difficili da realizzare di punto in bianco. Ma Grillo sta tastando il polso al Parlamento, sta verificando se il Partito Democratico farà onore alle sue parole e alle sue richieste o se - invece - si ritirerà in ordine sparso sulle posizioni più conservative della tutela di uno status quo che, nei fatti, non esiste più. Pensavo che sarebbero state due settimane divertenti ma queste saranno due settimane memorabili per la politica italiana. Il Comico sta dimostrando quanto vecchia, lenta e paludata sia la comunicazione degli avversari. Per il momento si tiene ben alla larga dai tentativi di abbozzo degli elettori e degli innovatori del Pd. Sa bene che lì, nella forza di un confronto, ci sarà da lavorare a fondo e si potrebbero perdere dei punti importanti in vista di un governo (e in vista della prossima campagna elettorale). Meglio quindi portare gli avversari allo sfinimento nella prima ripresa. In questo momento - metaforicamente - il Movimento 5 Stelle è come un Mike Tyson che nel 1985 incontra Muhammed Alì: solo che uno ha 19 anni, l'altro ne ha 43. Tyson potrebbe massacrare l'avversario in 19 secondi. Bisogna solo vedere se l'esperienza del Pd potrà giocare un ruolo in questa battaglia. Dove certo Bersani sta dimostrando di non avere fiato, non avere idee, non avere metodo.
L'isteria però ha contagiato e ha già invaso i social network, dove elettori delusissimi stanno battagliando con elettori euforici arrivando anche a toni un po' troppo elevati. Il rischio adesso è che lo scontro si radicalizzi seriamente. Chi ha sempre sottovalutato il Movimento 5 Stelle scopre che ha una forza e un buon numero di idee che sono ampiamente condivise. Per questo ci sarebbero da tenere i nervi saldi, perché fra meno di due settimane ci sarà una situazione radicalmente diversa da quella attuale. Si spera con un sistema alla Crocetta, con un primo ministro che non è un segretario di partito, e con il Movimento 5 Stelle che appoggia ogni riforma condivisa. Se fosse ancora una volta - ancora per un anno - un Pd con un PdL e una specie di Monti, allora saremo davanti al più grande autogol della sinistra degli ultimi 10 anni. E Bersani avrebbe realizzato il sogno di Berlusconi: autodistruggere il riformismo.
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giovedì 28 febbraio 2013
martedì 26 febbraio 2013
La storia del paese più governabile del mondo
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| Empy, il cane di Monti, è la storpiatura ortografica di Empty. Vuoto, vacuo, vano. |
L'Italia è il paese più governabile del mondo. Si, avete letto bene. Il più controllabile, governabile, assuefabile alle decisioni che vengono prese da una ristretta maggioranza di tecnocrati che non avranno - di nuovo - nessun contatto diretto con la popolazione strangolata dal peso dello Stato. I cittadini appesantiti dalle tasse e dai balzelli sono allo stremo delle forze ma, essendo italiani, hanno in dote la splendida e magica capacità di trasformare un risultato prevedibile (e previsto) in una tragicommedia ad atto unico. Con un solo unico nuovo protagonista - attore alle prime armi, goffo e magari brutto da vedere - che dovrà dimostrare le sue doti sul palco più importante.
Torniamo però alla tragicommedia in corso: fra una settimana saremo a commentare un governo tecnico come tanti ce ne sono stati in passato. Berlusconi e Bersani diranno che no, non lo avrebbero mai pensato e mai fatto, ma per il bene del Paese s'ha da fare. Lunedì sera - ore 21.58 - Roberto "Opus" Formigoni tendeva una mano a Bersani e scacciava l'anti-programma di Grillo. Fermiamoci lì per non rivangare eventi di campagna elettorale che fanno male ai concetti di comunicazione politica più basilari.
martedì 9 ottobre 2012
Parma: comeseimessa?
I debiti ci sono. Possono stare tranquilli i pochissimi parmigiani che ieri non avevano nulla da fare e si sono presentati sotto i portici del grano per protestare contro il buco lasciato dal duo Ubaldi-Vignali. Capisco che la rabbia per un debito che ricadrà sul futuro immediato della città sia molta e che tanti di loro vorrebbero vedere Ubaldi incenerito sotto una colata di lava, ma forse qualcuno gli deve spiegare il funzionamento della giustizia italiana. Il fallimento del comune di Parma non è necessario perché gli eventuali truffatori vengano perseguiti e ingabbiati. Tant'è che il Movimento 5 stelle ha fatto partire le azioni di responsabilità, ma sta cercando di tenere in piedi la baracca del Comune di Parma. Con ogni sforzo possibile.
E' stato bravo l'assessore al Bilancio Gino Capelli a fare una relazione da puro contabile. C'è solo un problema, che Capelli non ha voluto rimarcare e che forse avrebbe dovuto sottolineare. E' vero che il patrimonio netto del Comune supera i debiti accumulati, ma questo sarebbe un dato rassicurante in caso di emergenza aziendale. Per una amministrazione comunale, significa che ad oggi l'unico modo per risolvere in 24 ore il problema di Parma sia l'arrivo di un Abramovich che decida di acquistare San Paolo, Stazione, Aeroporto, Palazzo del Governatore e Auditorium Paganini. Magari a prezzo di saldo gli si da pure il Ponte Nord e il parcheggio della Ghiaia. Oppure si può risolvere la situazione in un paio di anni, evitando di fare campagna elettorale ad ogni piè sospinto, senza fare inaugurazioni e iniziative che abbiano solo uno spirito propagandistico. Non si pezzano più le buche a richiesta, ma si fanno le programmazioni. Pazienza se ci saranno venti lettere sulla Gazza di protesta. Ora si guarda in cassa prima di fare interventi. Forse è anche il caso di trovare qualche altra cassa a cui attigere però, perché la situazione è piuttosto complicata.
Infatti Capelli ha riservato alla minoranza poca cortesia.Soprattutto al PD, che effettivamente dovrebbe scegliere cosa vuole per la città. Da 5 anni attacca sulla dimensione del bilancio ed ora il buco reale è meno grande di quanto non si stesse raccontando in giro da qualche anno. Si era partiti con 600 milioni, si era arrivati a 950, qualche giorno fa circolavano voci da nove zeri. Qualcuno deve averle messe in giro. Magari solo per fare paura. Ma chi ha preso paura sono le banche. Che di pecche ne stanno raccogliendo a quintali, in questi mesi.
Già, le banche. Sono loro che devono sostenere le amministrazioni locali. Siena, per esempio, è ben supportata dalla MPS, che è una grande realtà italiana. Perché noi, Parma, produttivamente un po' più potenti di una medio/piccola città toscana, non riusciamo ad avere il supporto di una banca Mondiale come Credìt Agricole? Eppure i francesi hanno fatto abbondante spesa nella piccola Parigi. Ci dovrebbe essere, ora, qualche ritorno per i cittadini...
La sensazione è che il clima di terrore instaurato per abbattere la giunta Vignali, che ne ha combinate di tutti i colori e credo che ci saranno ulteriori sviluppi anche in futuro, abbia reso Parma l'ombelico di una crisi che il tessuto economico e finanziario della città non può supportare. E che le Banche non vogliono mitigare in nessun modo.
A questo punto l'unica soluzione è sperare nel nuovo. E magari in qualche magnate. A proposito, avete sentito che Google ha iniziato a prestare i soldi come se fosse una banca? Io due chiacchiere con Mr Page e Mr Brin le farei. Sempre meglio che fare la fine di Fanny Mae e Freddy Mac.
E' stato bravo l'assessore al Bilancio Gino Capelli a fare una relazione da puro contabile. C'è solo un problema, che Capelli non ha voluto rimarcare e che forse avrebbe dovuto sottolineare. E' vero che il patrimonio netto del Comune supera i debiti accumulati, ma questo sarebbe un dato rassicurante in caso di emergenza aziendale. Per una amministrazione comunale, significa che ad oggi l'unico modo per risolvere in 24 ore il problema di Parma sia l'arrivo di un Abramovich che decida di acquistare San Paolo, Stazione, Aeroporto, Palazzo del Governatore e Auditorium Paganini. Magari a prezzo di saldo gli si da pure il Ponte Nord e il parcheggio della Ghiaia. Oppure si può risolvere la situazione in un paio di anni, evitando di fare campagna elettorale ad ogni piè sospinto, senza fare inaugurazioni e iniziative che abbiano solo uno spirito propagandistico. Non si pezzano più le buche a richiesta, ma si fanno le programmazioni. Pazienza se ci saranno venti lettere sulla Gazza di protesta. Ora si guarda in cassa prima di fare interventi. Forse è anche il caso di trovare qualche altra cassa a cui attigere però, perché la situazione è piuttosto complicata.
Infatti Capelli ha riservato alla minoranza poca cortesia.Soprattutto al PD, che effettivamente dovrebbe scegliere cosa vuole per la città. Da 5 anni attacca sulla dimensione del bilancio ed ora il buco reale è meno grande di quanto non si stesse raccontando in giro da qualche anno. Si era partiti con 600 milioni, si era arrivati a 950, qualche giorno fa circolavano voci da nove zeri. Qualcuno deve averle messe in giro. Magari solo per fare paura. Ma chi ha preso paura sono le banche. Che di pecche ne stanno raccogliendo a quintali, in questi mesi.
Già, le banche. Sono loro che devono sostenere le amministrazioni locali. Siena, per esempio, è ben supportata dalla MPS, che è una grande realtà italiana. Perché noi, Parma, produttivamente un po' più potenti di una medio/piccola città toscana, non riusciamo ad avere il supporto di una banca Mondiale come Credìt Agricole? Eppure i francesi hanno fatto abbondante spesa nella piccola Parigi. Ci dovrebbe essere, ora, qualche ritorno per i cittadini...
La sensazione è che il clima di terrore instaurato per abbattere la giunta Vignali, che ne ha combinate di tutti i colori e credo che ci saranno ulteriori sviluppi anche in futuro, abbia reso Parma l'ombelico di una crisi che il tessuto economico e finanziario della città non può supportare. E che le Banche non vogliono mitigare in nessun modo.
A questo punto l'unica soluzione è sperare nel nuovo. E magari in qualche magnate. A proposito, avete sentito che Google ha iniziato a prestare i soldi come se fosse una banca? Io due chiacchiere con Mr Page e Mr Brin le farei. Sempre meglio che fare la fine di Fanny Mae e Freddy Mac.
lunedì 17 settembre 2012
Se potessi avere 86,80 euro ogni mese
La linea tracciata a Parma è quella del risparmio. Su tutto, in ogni settore, per ogni tipologia di capitolo di spesa, l'ordine è quello di tagliare. Il Comune non ha margini di manovra - pare - per i prossimi 3 anni.
Tre stagioni in trincea, per una giunta completamente nuova che deve rinnovare forzatamente tutti i vertici dirigenziali della macchina comunale, sono un motivo di disperazione: non si possono impegnare soldi, non si possono chiudere progetti.
Inoltre anche i dirigenti che potrebbero farsi vedere con delle buone attività (che si fanno quando la pecunia c'è) al momento latitano. E' troppo rischioso prendersi carico di una città sull'orlo del tracollo, e che tracollo!
Se Parma andrà in bancarotta infatti non solo ci saranno conseguenze per i politici (tutti, ma l'obiettivo è quello di far pagare caro lo scotto soprattutto al Movimento 5 Stelle) ma soprattutto per le istituzioni che hanno permesso al Comune di Parma di legarsi intorno al collo - più che un guinzaglio - una corda per l'impiccagione. Leggasi fondazioni e banche. Può il sistema finanziario nazionale sopportare un buco di circa un miliardo di euro? Ovviamente, no.
Chi si prenderà cura quindi di un'amministrazione moribonda, al cui capezzale è stato messo prima di tutto il nuovo che avanza? Non illudiamoci: il Movimento 5 Stelle è stato votato dal 16% degli elettori per le proposte che hanno costruito, ma hanno vinto il ballottaggio perché erano il nuovo, pulito e pieno di speranza, che stava avanzando. Il fatto che oggi stia facendo fatica a costruire, è solo una conseguenza della enorme cautela che si ha nell'aprire i cassetti. Cautela dovuta a bombe amministrative disseminate in ogni dove. E dovuta anche al fatto di non volersi trovare, di colpo, con ulteriori debiti, con ulteriori guerre politiche da affrontare, con ulteriori strappi da consumare con le realtà finanziarie locali, le uniche che ad oggi possono permettersi di pensare a salvare la città, perché le uniche realmente coinvolte nel dissesto creato negli ultimi anni. Certo il Comune ha indetto un bando per scegliere un nuovo direttore finanziario, uno cioè che abbia dimestichezza con le banche e che ci parli, per uscire da una situazione di empasse in cui anche riaccendere le fontane (progettate male, è vero, ma spente da mesi) è un esborso che inciderebbe negativamente sulle casse del comune.
Per questo credo che la scelta del Comune di puntare solo e soltanto sul taglio e sulla dimostrazione del risparmio, sia l'unica scelta politica possibile. Senza sapere cosa ne sarà dell'inceneritore (che probabilmente non brucerà nessun rifiuto parmigiano, ma sicuramente sarà usato per quelli dei cugini reggiani, modenesi e piacentini) la battaglia elettorale che inizia il 22 settembre con l'arrivo di Beppe Grillo in Piazzale della Pace sarà tutta incentrata sulla parsimonia e sull'immagine.
Davanti ad una classe politica che ogni volta che si presenta in televisione scatena la repulsione nella classe medio/bassa del ceto produttivo (cioè quelli che votano, quella maggioranza silenziosa che è stata presa in giro per vent'anni ed oggi è quasi nelle stesse condizioni del 1992) il Movimento 5 Stelle può correre soltanto un rischio: quello di diventare troppo intransigente e di fermarsi all'inizio del cammino, per paura che - muovendosi - toccherebbe troppi temi su cui la maggioranza silenziosa preferisce non farsi un'opinione.
Meglio quindi toccarli quando si sarà entrati in parlamento. Ma Parma può resistere a sei mesi di durissima campagna elettorale?
Tre stagioni in trincea, per una giunta completamente nuova che deve rinnovare forzatamente tutti i vertici dirigenziali della macchina comunale, sono un motivo di disperazione: non si possono impegnare soldi, non si possono chiudere progetti.
Inoltre anche i dirigenti che potrebbero farsi vedere con delle buone attività (che si fanno quando la pecunia c'è) al momento latitano. E' troppo rischioso prendersi carico di una città sull'orlo del tracollo, e che tracollo!
Se Parma andrà in bancarotta infatti non solo ci saranno conseguenze per i politici (tutti, ma l'obiettivo è quello di far pagare caro lo scotto soprattutto al Movimento 5 Stelle) ma soprattutto per le istituzioni che hanno permesso al Comune di Parma di legarsi intorno al collo - più che un guinzaglio - una corda per l'impiccagione. Leggasi fondazioni e banche. Può il sistema finanziario nazionale sopportare un buco di circa un miliardo di euro? Ovviamente, no.
Chi si prenderà cura quindi di un'amministrazione moribonda, al cui capezzale è stato messo prima di tutto il nuovo che avanza? Non illudiamoci: il Movimento 5 Stelle è stato votato dal 16% degli elettori per le proposte che hanno costruito, ma hanno vinto il ballottaggio perché erano il nuovo, pulito e pieno di speranza, che stava avanzando. Il fatto che oggi stia facendo fatica a costruire, è solo una conseguenza della enorme cautela che si ha nell'aprire i cassetti. Cautela dovuta a bombe amministrative disseminate in ogni dove. E dovuta anche al fatto di non volersi trovare, di colpo, con ulteriori debiti, con ulteriori guerre politiche da affrontare, con ulteriori strappi da consumare con le realtà finanziarie locali, le uniche che ad oggi possono permettersi di pensare a salvare la città, perché le uniche realmente coinvolte nel dissesto creato negli ultimi anni. Certo il Comune ha indetto un bando per scegliere un nuovo direttore finanziario, uno cioè che abbia dimestichezza con le banche e che ci parli, per uscire da una situazione di empasse in cui anche riaccendere le fontane (progettate male, è vero, ma spente da mesi) è un esborso che inciderebbe negativamente sulle casse del comune.
Per questo credo che la scelta del Comune di puntare solo e soltanto sul taglio e sulla dimostrazione del risparmio, sia l'unica scelta politica possibile. Senza sapere cosa ne sarà dell'inceneritore (che probabilmente non brucerà nessun rifiuto parmigiano, ma sicuramente sarà usato per quelli dei cugini reggiani, modenesi e piacentini) la battaglia elettorale che inizia il 22 settembre con l'arrivo di Beppe Grillo in Piazzale della Pace sarà tutta incentrata sulla parsimonia e sull'immagine.
Davanti ad una classe politica che ogni volta che si presenta in televisione scatena la repulsione nella classe medio/bassa del ceto produttivo (cioè quelli che votano, quella maggioranza silenziosa che è stata presa in giro per vent'anni ed oggi è quasi nelle stesse condizioni del 1992) il Movimento 5 Stelle può correre soltanto un rischio: quello di diventare troppo intransigente e di fermarsi all'inizio del cammino, per paura che - muovendosi - toccherebbe troppi temi su cui la maggioranza silenziosa preferisce non farsi un'opinione.
Meglio quindi toccarli quando si sarà entrati in parlamento. Ma Parma può resistere a sei mesi di durissima campagna elettorale?
venerdì 7 settembre 2012
Un lavoro sporco (ma qualcuno lo vuole lavare)
Il giornalista è un mestiere difficile. A volte però ti da delle belle soddisfazioni. Come quelle che deve aver provato il giornalista di La7 che per Piazzapulita ieri sera ha confezionato uno scoop sensazionale, che ha fatto deflagrare una notizia dentro al movimento 5 Stelle. Le dichiarazioni off-the-record di Favia stanno ancora rimbombando, le conseguenze si stanno pian piano intravedendo. La prima reazione giusta del movimento 5 stelle è stata comunque la seguente: complimenti al giornalista e alla testata. E mi pare un passo in avanti notevole dal punto di vista del dibattito politico.
Adesso che si è scoperto l'acqua calda, cioè che Grillo e Casaleggio decidono la strategia comunicativa per dare maggior risalto possibile a Beppe Grillo e di riflesso al Movimento 5 stelle, cosa si può fare?
Niente: chi vuole entrare nel movimento 5 stelle sa che i Meetup sono organizzati settimanalmente e che le riunioni sono aperte a tutti. Ora arriverà ancora più gente. Ognuno varrà sempre 1 e il lavoro in locale non credo cambierà. Ma la comunicazione delle decisioni nazionali sarà federalizzata. Il modello organizzativo di un movimento è differente da quello di un partito. E presuppone l'esistenza di una figura carismatica al vertice. Nessuno si scandalizzava se Bossi prendeva per oro colato tutto quello che diceva Miglio. Eppure la Lega allora arrivò al 18% nel Nord. E oggi c'è forse ancora più insofferenza e odio nei confronti della classe politica che nel 1994.
Se il Movimento 5 Stelle è a un bivio, quello fra un rinnovamento della catena di comunicazione e decisione che congiunge nazionale e locale, la politica della seconda repubblica è invece sul bordo di un precipizio dove è destinata a cadere, prima o poi, a causa delle sue stesse scelte dissennate. L'attacco frontale e inviperito del centro sinistra scatena i mal di pancia degli elettori tradizionali, che si allontanano dalla politica. E da l'orticaria agli elettori moderni, che non capiscono perché si attacchi con così tanta violenza un movimento che propone cose giuste, anche se a volte con toni sbagliati. Risultato: il M5S prenderà ancora più velocità.
Come nelle arti marziali la forza degli avversari può diventare la tua forza, così nella politica l'attacco di una forza politica può essere la leva su cui far muovere il mondo. Sarà un attacco giornaliero, logorante e continuo. Ma riuscirà a colpire il bersaglio? Ovvero: interessa davvero alla gente sapere che Grillo e Casaleggio decidono quali sono i temi più importanti da affrontare a livello nazionale? O, invece, all'opinione pubblica interessano le soluzioni proposte, o anche solo l'antagonismo politico con il vecchio?
Adesso che si è scoperto l'acqua calda, cioè che Grillo e Casaleggio decidono la strategia comunicativa per dare maggior risalto possibile a Beppe Grillo e di riflesso al Movimento 5 stelle, cosa si può fare?
Niente: chi vuole entrare nel movimento 5 stelle sa che i Meetup sono organizzati settimanalmente e che le riunioni sono aperte a tutti. Ora arriverà ancora più gente. Ognuno varrà sempre 1 e il lavoro in locale non credo cambierà. Ma la comunicazione delle decisioni nazionali sarà federalizzata. Il modello organizzativo di un movimento è differente da quello di un partito. E presuppone l'esistenza di una figura carismatica al vertice. Nessuno si scandalizzava se Bossi prendeva per oro colato tutto quello che diceva Miglio. Eppure la Lega allora arrivò al 18% nel Nord. E oggi c'è forse ancora più insofferenza e odio nei confronti della classe politica che nel 1994.
Se il Movimento 5 Stelle è a un bivio, quello fra un rinnovamento della catena di comunicazione e decisione che congiunge nazionale e locale, la politica della seconda repubblica è invece sul bordo di un precipizio dove è destinata a cadere, prima o poi, a causa delle sue stesse scelte dissennate. L'attacco frontale e inviperito del centro sinistra scatena i mal di pancia degli elettori tradizionali, che si allontanano dalla politica. E da l'orticaria agli elettori moderni, che non capiscono perché si attacchi con così tanta violenza un movimento che propone cose giuste, anche se a volte con toni sbagliati. Risultato: il M5S prenderà ancora più velocità.
Come nelle arti marziali la forza degli avversari può diventare la tua forza, così nella politica l'attacco di una forza politica può essere la leva su cui far muovere il mondo. Sarà un attacco giornaliero, logorante e continuo. Ma riuscirà a colpire il bersaglio? Ovvero: interessa davvero alla gente sapere che Grillo e Casaleggio decidono quali sono i temi più importanti da affrontare a livello nazionale? O, invece, all'opinione pubblica interessano le soluzioni proposte, o anche solo l'antagonismo politico con il vecchio?
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